Gli Shih-Tzu della famiglia Contarini

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FAQ Shih-Tzu - domande e risposte

La storia “aristocratica” dello Shih-tzu

Gli Shih-Tzu provengono da quel vero e proprio santuario di purezza asiatica che è il Tibet, la millenaria fortezza montana popolata da asceti buddisti e governata dal Dalai-Lama. Fu proprio questo re-sacerdote a regalare agli imprenditori Manciù i primi esemplari di Shih-Tzu. I cani costituivano un dono importante perché i tibetani vedevano in loro esseri apparentati alla “leonessa delle nevi”, un mostro mitologico che nell’immaginario locale occupa una posizione di primo piano e che spiega anche il nome di “cane  leone” attribuito a un animale tanto minuto come lo Shih-Tzu. La corte del celeste impero accolse i nuovi arrivati con immediato entusiasmo . Gli animali furono affidati alle cure degli eunuchi e presto entrarono a pieno titolo nel complesso pantheon dell’apparato di corte cinese, divenendo parte integrante del fascino che avrebbe ammaliato viaggiatori, scrittori e pittori d’Occidente.
L’ultima imperatrice cinese, Tzu-hsi, divenne nota per la maestria con cui sapeva allevare i suoi aristocraticissimi “cani leone”. Fra l’altro ella ricevette in dopo altri esemplari dal Dalai-Lama nel 1908, più di due secoli dopo la donazione originaria. In questo lasso di tempo, tuttavia, qualche cane era sfuggito dal recinto della città proibita. Esemplari di Shih-Tzu erano giunti in famiglia meno aristocratiche di quella imperiale, per le quali il “cane leone” rappresentata un vero segno di distinzione ed eleganza. Si svilupparono cosi diverse linee di sangue, che diedero vita a soggetti piuttosto differenti l’uno dall’altro. Quando il China Kennel Club di Shangai organizzò la prima esposizione dedicata allo Shih-Tzu ebbe un bel daffare per giudicare con equilibrio e avvedutezza. Solo nel 1934 si ebbe la compilazione di un vero e proprio standard, che quattro anni più tardi avrebbe raggiunto la perfezione presso il Kennel Club di Pechino. La Cina degli anni Trenta  era alla mercé delle grandi potenze economiche inglesi e va da sé che lo Shih-Tzu approdasse con naturalezza sulle rive del Tamigi  per entrare a palazzo di nuovi monarchi, quelli di Inghilterra. Il maschio Choo-choo fu donato all’attuale regina madre britannica, il conte Essex s’invaghì subito della razza e il “cane leone” si dovette preparare a penetrare dei salotti più aristocratici d’Europa prima che il cannone della Seconda guerra mondiale cominciasse a rombare.

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